Volontariato e carcere

Il volontariato in carcere può essere svolto da persone singole, da singole associazioni e da gruppi di associazioni.
In ogni caso l’autorizzazione per l’accesso in carcere viene rilasciata nominativamente ai singoli volontari ed è disciplinata dagli articoli 18 e 78 dell’ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975 n. 354).
L’art. 17 consente l’ingresso in carcere a tutti coloro che “avendo concreto interesse per l’opera di risocializzazione dei detenuti dimostrino di poter utilmente promuovere lo sviluppo dei contatti tra la comunità carceraria e la società libera”. La norma è in stretta relazione con l’art. 62 delle regole minime europee che suggerisce di “ricorrere per quanto possibile, alla cooperazione di organizzazioni della comunità per aiutare il personale dello stabilimento nel recupero sociale dei detenuti”.
La persona che intende svolgere attività di volontariato ai sensi dell’art. 17 ord. penit. deve presentare una domanda scritta contenente i propri dati personali e le motivazioni per le quali intende svolgere questo tipo di attività al direttore dell’istituto. Quest’ultimo, dopo aver valutato la compatibilità delle iniziative proposte dal volontariocon il percorso trattamentale generale dell’istituto” (circolare DAP 16 luglio 1997), la trasmette con il proprio parere al magistrato di sorveglianza per l’autorizzazione.
Il direttore dell’istituto conserva il potere di vigilanza sull’operato degli assistenti volontari.
Un’altra modalità di ammissione ad effettuare volontariato in carcere è quella prevista dall’articolo 78 dell’ordinamento penitenziario. In questo caso è il magistrato di sorveglianza a proporre i volontari e i Provveditorati regionali dell’amministrazione penitenziaria ad autorizzarli.
L’articolo 78 descrive un’attività di volontariato più specifica rispetto a quella prevista dall’art. 17 e comprende la collaborazione con le figure istituzionali degli istituti penitenziari e degli uffici di esecuzione penale esterna (educatori, assistenti sociali, psicologi, polizia penitenziaria) nelle attività trattamentali e risocializzanti.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *