Il processo all’ideatore del sito rinviato all’8 settembre 2016

Oggi si è tenuta la prima udienza istruttoria davanti al giudice monocratico di Bologna Dott. Fabio COSENTINO nel processo penale dove l’ideatore del sito è stato accusato di diffamazione per avere esercitato il proprio diritto di critica politica affermando la sussistenza di una incompatibilità giuridica e sostanziale tra la funzione pubblica di garante comunale dei diritti dei detenuti con indennità a carico delle casse pubbliche e quella di avvocato penalista esercente la professione in forma privata.

Sentita dal pubblico ministero Dott. Francesco CALECA l’ex garante comunale (ora regionale) Desi BRUNO ha ammesso che all’epoca, quando gli accessi in carcere non erano consentiti alle varie figure di garante dei detenuti, aveva accesso al carcere di Bologna ai sensi dell’art. 17 dell’ordinamento penitenziario, norma che disciplina l’accesso esclusivamente per i volontari del carcere sulla base di “progetti” finalizzati alla rieducazione e al reinserimento dei detenuti  (in relazione a un percorso trattamentale).

Desi BRUNO ha quindi chiamato in causa i magistrati di sorveglianza dell’epoca Dott.ssa Maria LONGO, Dott. Riccardo ROSSI (noto già alle cronache giudiziarie per il caso della libertà anticipato a un ex mafioso: si vedano tra i numerosi articoli dell’epoca La Repubblica – Bologna) e Dott. Gian Pietro COSTA.

Occorre però ricordare che della questione circa la legittimità o meno di tale autorizzazione è stata investita l’autorità giudiziaria di Ancona davanti alla quale Desi BRUNO risulta essere tuttora indagata.

Il processo è stato quindi rinviato all’8 settembre 2016, nonostante la quinta sezione penale della Corte Suprema di Cassazione abbia già accertato la carenza delle condizioni per celebrare il processo, dove saranno sentiti pure l’Avv. Lorenzo TOMASSINI, che ha più volte denunciato politicamente la sussistenza della incompatibilità segnalata dal giornalista Mauro CAVALLI, e Giovanni FAVIA, che in un noto intervento all’assemblea regionale accusò proprio Desi BRUNO di realizzare un “giro di affari” proprio grazie alla sua funzione di garante comunale dei detenuti (si veda il video dell’intervento su YouTube).

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *